domenica 5 maggio 2013

Deportivo – Atletico Madrid 0-0: a piccoli passi


Cinque mesi dopo il “tifone Falcao”, una partita mediocre, vinta dalle difese e non dagli attacchi. E' cambiato il Deportivo, soprattutto grazie a due prestiti dei colchoneros, Pizzi e Silvio (ieri in tribuna per una clausola del contratto di prestito, tanto anti-sportiva quanto abusata in Spagna, per cui non possono giocare contro chi ne detiene il cartellino); soprattutto è cambiato l'Atletico, ormai al lumicino, almeno sul piano mentale.

Ne è nata una partita di buon ritmo, anche combattuta, ma drammaticamente priva di azioni da gol. Il Deportivo ha lottato su ogni pallone, l'Atletico ha ben presto fatto valere la sua superiore qualità e ha preso a dominare il gioco, ma di occasioni se ne sono viste poche, e tutte frutto di casualità, più che di volontà.

Anche il secondo tempo ha seguito lo stesso canovaccio, almeno fino al 70', quando Simeone ha fatto messo in campo contemporaneamente il redivivo Arda e Oliver: improvvisamente i colchoneros sono sembrati giocare a qualcosa e il pallone ha cominciato ad essere indirizzato con più convinzione verso la porta dei padroni di casa. Peccato che, ad un certo punto, Simeone abbia tolto l'unico che fino ad allora si era dato da fare in avanti, Adrian, per inserire un nuovo centrocampista. Da allora, fine delle trasmissioni. Unica occasione, la traversa colpita da Gabi con un violento tiro da lontano.

Come spesso accade, però, il veleno stava nella coda. Negli ultimi minuti è accaduto di tutto: gol di Miranda su calcio d'angolo annullato per dubbio fuorigioco; mani in area di Juanfran, considerato dall'arbitro involontario (anche a mio giudizio: stava cadendo). Nei fatti, non cambiava nulla, un insipido 0-0 frutto anche di un arbitraggio che, anche prima, aveva sollevato non pochi dubbi.

L'Atletico sembra ormai concentrato sulla finale di Coppa e viaggia a piccolo trotto verso il traguardo del terzo posto, per il quale mancano quattro punti in quattro giornate.
Certo il livello del gioco dovrà alzarsi molto per sperare di poter almeno contendere la coppa al nostro eterno rivale. Mancano evidentemente chiarezza nel gioco e fantasia, mentre ieri non mi è parso che a livello fisico la squadra sia in difficoltà. Da mesi la squadra è involuta e gioca un calcio speculativo, puntando a ottenere il massimo da ogni situazione. E' pur vero che questa è una caratteristica di tutte le squadre di Simeone, ma ora, diversamente da prima, sembra l'unica opzione di gioco. E' un fatto per me incomprensibile, perché, se è vero che manca un creativo a centrocampo, ovverosia il tanto desiderato Diego (oltre a un regista), è altrettanto sicuro che il calcio travolgente e discretamente fantasioso della finale di Supercoppa lo abbiamo attuato col solo Arda. Certo, un Arda molto più in palla di quello degli ultimi mesi e molto più propenso a svariare, invece di volersi confinare sulla fascia sinistra; tuttavia, il solo Arda, con Koke a supporto.

A voler ben guardare, è il livello di tutta la squadra ad essere sceso. Il vero limite di questa squadra è di essere costretta, nei fatti, a essere al massimo della forma per poter esprimere un gioco fluido ed efficace, considerato il basso livello tecnico di diversi elementi e la mancanza di giocatori di fantasia in grado di garantire punti extra con le loro giocate nei momenti di scarsa forma collettiva.


Note positive
Qualificazione alla Champions': o meglio, ai preliminari, come tanti si dimenticano di ricordare. Nel caso di totale disastro in queste ultime giornate, insomma, dovremmo sudarci il ritorno al massimo torneo continentale, con tutte le incognite che ne conseguono e le cautele in sede di mercato. Molto c'è ancora da fare.
Gabi: ieri, così come nel derby, ci ha messo il cuore e il massimo dell'impegno. La tecnica è quello che è, ma se tutti lottassero come lui saremmo ancora in corsa per il secondo posto e non aspetteremmo da quattordici anni una vittoria nel derby.
Adrian: le uniche iniezioni di genio ce le ha messe lui. Sembra sulla via del ritorno, speriamo che non sia un fuoco di paglia.

Note negative
Assenza di fantasia: ne ho già parlato nell'articolo. Qui aggiungo solo la mia speranza che Oliver abbia, in queste ultime giornate, un ruolo molto più corposo.



Deportivo de La Coruña: Aranzubia; Manuel Pablo, Aythami, Zé Castro, Ayoze; Álex Bergantiños, Juan Domínguez; Bruno Gama, Valerón (André Santos, min.86), Camuñas (Evaldo, min.72); y Riki (Nélson Oliveira, min.77).

Atlético de Madrid: Courtois 6; Juanfran 6, Miranda 6,5, Godín 6, Filipe Luis 6,5; Gabi 6,5, Mario Suárez 5,5; Adrián López 6,5 (Saúl Ñíguez, min.81 sv), Raúl García 5,5 (Óliver Torres, min.72 7), ''Cebolla'' Rodríguez 5 (Arda Turan, min.65 6,5); y Falcao 5,5.



Árbitro: Ayza Gámez, del colegio valenciano. Mostró amarilla a Godín (min.42), por parte del Atlético; y a Bruno Gama (min.90), por parte del Deportivo.
Incidencias: Encuentro correspondiente a la trigésimo cuarta jornada de la Liga BBVA disputado en el estadio de Riazor, que rozó el lleno (34.600 espectadores).

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