domenica 20 ottobre 2013

Espanyol – Atletico Madrid 1-0: fine del sogno


Eccoci qui, dunque, alla fine del sogno cullato fino ad ora. Quello dell'imbattibilità, della squadra in grado di vincere su tutti i fronti, dei bucanieri capaci di sfangarsela sempre e comunque. Sinistri scricchiolii si erano uditi già a Porto e col Celta, come già avevamo scritto in maniera piuttosto chiara su questo blog. Certo, non perderemo spesso, questo è sicuro, ma è altrettanto sicuro che bastano poche sconfitte per fermarsi a pochi metri dal traguardo; in ottima posizione, va bene, ma comunque piazzati.


Ieri si è capito subito che aria tirasse al Cornellà, è bastato buttare un'occhio alla formazione. Arda fuori, Raul Garcia dentro; Koke unico cervello della squadra (e con Mario e Gabi in mezzo non ce lo possiamo permettere); Miranda infortunato e Villa ancora a calcare l'erba. Si è capito che il “partita a partita” è una formula indovinata che nasconde la penosa debolezza di una rosa nella quale, fuori dall'undici titolare, si fa fatica a trovare dei giocatori all'altezza (e anche fra gli undici non è che brillino chissà quante stelle).
Non sempre l'intensità riesce a coprire tutte le magagne, insomma. Ieri è successo addirittura che d'intensità non ci fosse neppure l'ombra e che quindi la squadra si svelasse per quella che era prima di Simeone: un gruppo di giocatori normali, esclusi 4 o 5, che, senza Arda, non riesce a ruminare alcunché. Ai nostri rivali è bastato correre un po' di più ed avere un minimo (ma proprio un minimo,eh... Tutti ci ricordiamo di Aguirre...) di gioco banale e scontato per avere la partita in pugno.
Un Atletico stanco, poco lucido e lento non è mai riuscito a creare pericoli ai nostri avversari.
Koke non ha acceso la luce, né l'ha fatto Arda quando è entrato nel secondo tempo; Villa ha lasciato solo Diego Costa, al quale non sono riusciti i soliti miracoli con percussioni palla al piede; Mario e Gabi hanno trotterellato senza ritmo; Filipe e Juanfran si sono mossi a casaccio senza guardare mai i compagni (che dal canto loro si sono ben guardati dal seguirli). Aggiungete la prestazione evanescente di Raul Garcia, un'ala che non salta l'uomo, non corre veloce, non fornisce assist ai compagni, non inventa gioco e si limita invece a presidiare la sua area (d'altra parte, non è né un'ala né un trequartista di fantasia); gli errori di Alderweireld (che sul gol perde clamorosamente il suo uomo) e di Courtois (che, con la sparata sull'essere tra i migliori cinque portieri del mondo s'è chiaramente attirato l'ira divina); la mediocre prestazione di Godin, uno che senza Miranda a fargli da faro fatica a navigare nelle acque dell'acume tattico.  

Ecco, il quadro è completo. Non facciamone un dramma, per carità: siamo pur sempre secondi, anche se con rammarico. Però questa volta abbiamo giocato col fuoco e ci siamo bruciati: aspettare l'errore dell'avversario è un'ottima strategia se si corre; altrimenti significa consegnarsi senza combattere. Ieri solo l'insipienza dell'Espanyol ci ha tenuto a galla così a lungo.
Partita dopo partita, vinciamo a Vienna e vediamo come va.


Note positive
Nessuna

Note negative
Simeone: festeggia le 100 partite sulla panchina biancorossa con una sconfitta. E, francamente, è colpa sua. La squadra è scesa in campo poco motivata, senza concentrazione e senza grinta, convinta di vincere anche questa volta in un qualche modo. Per di più, è sembrata completamente priva di idee, e qui viene la colpa: si può decidere di far riposare Arda, ma pensare che il solo Koke, decentrato, possa gestire la squadra è un errore di valutazione notevole. Il nostro grande canterano è e sarà un grande, ma non gli si può chiedere di gestire un centrocampo così povero come quello di ieri.
Dulcis in fundo, nel tentativo di recuperare il Cholo si comporta come un Mourinho qualunque: in campo tutti i giocatori d'attacco presenti in panchina, centrocampo azzerato e così sia. Siamo abituati a ben altro, di solito.


Espanyol: Casilla; Sidnei, Moreno, Fuentes, J Lopez; Simao, Abraham, Lanzarote, D Lopez; Garcia, Pizzi
Atletico: Courtois 5; Juanfran 5,5, Godin 5,5, Alderweireld 5, Luis 6; Gabi 5 (62' Adrian 4), Suarez 5 (77' Cristian Rodriguez 5), Raul Garcia 5 (58' Arda Turan 5,5), Koke 6; Villa 4,5, Costa 5,5

1-0, 54': Courtois (p.p.)
Arbitro: Fernández Borbalán
Koke (39', Amarilla), Javi López (41', Amarilla), David López (60', Amarilla), Cristian Rodríguez (83', Amarilla), Sergio García (84', Amarilla), Abraham (84', Amarilla), Courtois (93', Amarilla)


1 commento:

  1. Secondo me non bisogna abbattersi, anzi ti dirò che il primo posto è rimandato a domenica prossima

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