mercoledì 14 gennaio 2015

Barcellona – Atletico Madrid 3-1: non pervenuti


Di fronte a una partita come quella del Camp Nou, non c'è molto da scrivere: l'Atletico ha sbagliato formazione, tattica e, soprattutto, atteggiamento. Niente di più e niente di meno.
Non ha importanza che giornali e internet, subito dopo la partita, abbiano detto che l'Atletico se l'è giocata quasi alla pari e ha dimostrato di essere allo stesso livello del Barça. Sì, certo, qualche sbavatura (???) nel primo tempo, poi l'arbitro, poi Messi che fa il fenomeno, però, dai, c'è da essere soddisfatti, nel secondo tempo c'è mancato poco che si arrivasse al pareggio. Persino Simeone, in conferenza-stampa, ha filosofeggiato serafico.
Per fortuna, col passare delle ore l'atteggiamento è mutato. Dagli spogliatoi è filtrata l'ammissione di una partita affrontata con una certa rilassatezza, anche se la fonte è rimasta anonima.
Parliamoci chiaro, perdere al Camp Nou non è certo un dramma. Semmai, sono da accogliere con soddisfazione l'impegno e l'entusiasmo del Barça nel cercare la vittoria e nel festeggiarla, perchè dimostrano che ormai siamo percepiti come un avversario alla pari, un vero e proprio pericolo. Lo stesso va detto per il miserabile tifo pro-blaugrana che, su internet, si sprecava da parte dei tifosi del Real. Evidentemente, ci temono e siamo un osso duro; i tempi, insomma, paiono essere cambiati per sempre.


Quello che non va bene non è neppure la formazione iniziale, con quel Gamez schierato a sinistra che parla chiaramente di scelte di mercato non proprio azzeccate. Letto della decisione del Cholo, avevo storto il naso, e parecchio, ma, diciamola tutta, la stessa cosa era accaduta prima del derby di Coppa con la scelta di Lucas. In verità, il piano tattico di Simeone era abbastanza chiaro e riguardava la possibilità di creare un imbuto nella zona centrale del campo, puntando a ribaltare l'azione col solo Juanfran. Peccato che Luis Enrique abbia scompaginato il piano spostando Messi a destra e costringendo l'Atletico ad allargare il campo. C'è stata, da parte del Cholo, una certa ingenuità e un certo torpore nel far fronte alle mosse dei blaugrana, un aspetto che talvolta si nota nel tecnico argentino. Insomma, non è stata la serata migliore del Cholo, ma può capitare. Magari sarebbe bastato schierare Gamez a destra e Juanfran a sinistra, chissà.


Non sapremo mai se la pessima impressione data dall'Atletico nel primo tempo, con giocatori lenti e continuamente fuori posto, incapaci di far salire il pallone e costantemente anticipati dai blaugrana, sia frutto del gioco espresso dal Barcellona (di gran lunga il più convincente della stagione, nonché il più guardioliano da molto tempo a questa parte), o se sia stato causato dalla disposizione in campo dei colchoneros. Neppure ci interessa, in fondo.


Ciò che non va assolutamente bene è l'atteggiamento tattico.
Se decidi di difendere troppo basso, come spesso succede, non ti puoi stupire se non riesci ad uscire dalla tua area. Siccome i tuoi mediani sono scarsi tecnicamente e la poca fantasia che possiedi l'hai spostata all'ala, risulta facile, per chi ha ritmo e buona tecnica, impedire che il pallone vada oltre la linea del doble-pivote. L'anno scorso era un rischio che i colchoneros potevano correre, vista la presenza di Diego Costa (e di Courtois), ma quest'anno non si capisce bene quale sia il piano A, e neppure se ci sia un piano B, in verità. Se hai un giocatore come Mandzukic la partita la devi impostare diversamente, perchè non è lui che può far salire la squadra, né lo può fare Griezmann, che non ha la prestanza fisica di Costa. Nessuno mi toglie dalla testa che l'arrivo di Fernando Torres sia una sconfessione bella e buona del progetto sviluppato in estate, anche se ben mascherata da aspetti sentimentali.
Ma passi, anche perchè vale il discorso fatto prima: non sapremo mai se la pessima figura fatta dall'Atletico sia dovuta al gioco del Barça o a quello dei colchoneros. Così come non sapremo mai se, nel secondo tempo, è stato il gioco maggiormente propositivo (ma sterile) dei biancorossi o il calo dei blaugrana a livellare il match.


Ciò che però va assolutamente, radicalmente e definitivamente modificato è l'atteggiamento mentale. È qui che l'Atletico non sembra neppure lontano parente di quello dell'anno scorso.
Quest'anno le sconfitte in Liga sono già quattro, quanto tutte quelle dell'anno scorso. Gran parte delle sconfitte (e anche qualche pareggio) della stagione sono venute al termine di partite in cui si è avuta l'impressione netta che, con maggiore impegno e concentrazione, i colchoneros avrebbero ottenuto risultati positivi.
In generale, ho avuto la netta impressione che, vuoi per il derby appena vinto, vuoi per la supposta crisi del Barcellona, vuoi perchè concentrati sulla partita di giovedì, i biancorossi abbiano fortemente sottovalutato la partita. Andare al Camp Nou, però, non è mai un pic-nic.
Però, se non si recupera lo spirito del partido a partido, slogan che quest'anno sembra spesso limitato alle sole parole, si rischia di perdere quanto di buono è stato fatto. Non è possibile che il Siviglia, squadra che abbiamo demolito un paio di mesi fa, ci stia a due punti e possa, vincendo col Real, superarci (ipotesi improbabile ma non impossibile: avete notato che i cuginastri, ogni volta che affrontano una squadra vera, perdono? Il Barcellona stonato del Bernabeu non conta). O che il Valencia ci talloni da vicino. Per quanto io non creda a quanto viene ripetuto da più parti da mesi, ovverosia che il mercato estivo abbia portato a un miglioramento complessivo della nostra rosa, unito però a un peggioramento della nostra formazione-tipo (secondo me sono peggiorati entrambi), si tratta di squadre che non ci superano per qualità della rosa e che certo non possono starci alla pari per forza mentale. Vederle appena dietro di noi mi irrita fortemente e mi risulta quasi innaturale. La Liga è andata, ormai, ma un terzo posto (o magari un secondo, perchè il Barça secondo me vivrà ancora parecchi momenti di altalena) non deve neppure essere messo in discussione.


Infine, non posso che stigmatizzare fortemente il comportamento tenuto in campo dai nostri. Che ogni partita nella quale troviamo difficoltà si trasformi in uno show da guappi in cui, con facce truci, Godin e (soprattutto) Raul Garcia, ma anche altri, minacciano gli avversari, si lamentano platealmente di tutto e disturbano continuamente l'arbitro è ributtante. Anche se non siamo peggiori di altri (in questo senso le lamentele del Real, dall'alto dei colpi e degli atteggiamenti di molti calciatori blancos, sono patetiche), è evidente che non siamo bravi a far passare inosservate le nostre mancanze. Ci vuole poco, così, a finire nel mirino di arbitri e avversari, a cui non pare vero di poter invocare la tutela delle giacchette nere contro i “nuovi Vandali”. Magari, se tenessimo di più i nervi a posto e non sembrassimo un branco di bulli di periferia in cerca di guai, buona parte dei cartellini gratuiti che prendiamo non ci sarebbero comminati. Che poi tanto gratuiti non sono, perchè tra falli totalmente inopportuni, interventi scomposti, reazioni esagerate e proteste gratuite c'è solo l'imbarazzo della scelta. Con un po' più di accortezza, non ci troveremmo sempre con una marea di diffidati. Soprattutto, trovo particolarmente stupido darsi da fare per perdere tempo e provocare gli avversari quando si deve recuperare la partita, come fa regolarmente Raul Garcia, che al al Camp Nou ci avrà fatto perdere almeno dieci minuti con le sue scenate.


Quindi c'è un complotto arbitrale contro di noi? No, non credo, ma aspetto il ritorno al Bernabeu per chiarirmi le idee. Ricordo a tutti non solo che, come dice la saggezza popolare, “chi è causa del suo mal pianga se stesso” (e il Cholo lo sa benissimo, infatti ha tenuto bassi, bassissimi i toni nel dopo-partita), ma anche che le due super-potenze sono sempre protette eppure, quando abbiamo giocato come sappiamo, di arbitraggi sfavorevoli non se ne sono visti o non hanno inciso per nulla. Comunque, se proprio volete vedere cosa voleva dire avere gli arbitri contro, fatevi un giretto qui: quelle di ore sono quisquilie.


Per tutta una serie di motivi abbastanza semplici da intuire, non pubblicherò le pagelle della partita: in fondo, i colchoneros non si sono neppure presentati...


3 commenti:

  1. Mi dispiace ma la nostra stagione è finita, puntiamo sulla coppa del re e cerchiamo almeno i quarti di champions

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  2. Vorrei sentire qualche parola da te sull'acquisto di cani...

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  3. Sono un tifoso che segue l'atletico da anni e sempre....ma il mio cuore è legato anche alla squadra della mia città che rischia di sparire grazie alla mala gestione di certi personaggi..perciò chiedo scusa al proprietario di questo blog...ma invito tutti gli utenti a condividere queste parole...104 anni di storia non possono sparire#SALVATE IL BRESCIA

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