lunedì 6 febbraio 2012

Atletico – Valencia 0-0: un’occasione sprecata

Al termine di una partita tirata e dura, l’Atletico alza la testa e si ritrova al punto in cui era 90 minuti prima: settimo, agganciato alla zona Europa League e a due punti dalla zona Champions. Il tutto dopo aver sognato di fare il colpaccio e non solo di agganciare la zona Champions (ormai il Levante è in caduta libera), ma anche di mettersi in scia di un Valencia in evidente difficoltà dall’inizio del 2012. 

L’amaro risveglio non è casuale né imputabile alla semplice sfortuna, però; i colchoneros hanno infatti faticato moltissimo e non hanno meritato niente più che un pareggio contro un Valencia ordinato nel difendersi e di buona caratura tecnica, certamente superiore a quella biancorossa.

L’impressione è che l’Atletico abbia dato qualcosa in meno rispetto alle scorse partite e non solo perché si trovava di fronte a un avversario di spessore, abile a mantenere buona parte della squadra dietro la linea della palla e a saturare gli spazi a centrocampo. A me gli uomini di Simeone sono apparsi un po’ stanchi mentalmente, soprattutto coloro che avrebbero dovuto trascinare la squadra: Diego, Adrian e Arda su tutti.

All’inizio infatti l’Atletico ha giocato su ritmi blandi, congeniali al Valencia, e ha faticato a mantenere le giuste distanze tra i reparti, favorendo il gioco di Soldado, abile a tenere impegnata la difesa e a favorire la profondità di Piatti e di Jordi Alba, bravi nel giostrare tra le due linee. Gabi e Tiago offrivano poche geometrie e davano poco ritmo al gioco dei colchoneros, che viveva su alcuni spunti di Diego e sulla spaventosa continuità di Juanfran, autore di un’altra prova-monstre.
Progressivamente l’Atletico cresceva e per buona parte del secondo tempo metteva alle corde il Valencia, anche se il gioco mancava di chiarezza e le occasioni create erano scarsissime: di fatto tutto si riduceva a un’azione di Falcao miracolosamente salvata sulla linea da Rami al 65’, a un tiro da fuori di Diego al 79’ e a un incredibile errore di Adrian a tu per tu col portiere avversario al 89’. Nel frattempo, anche gli ospiti avevano sfiorato più volte il gol, costringendo Courtois e Dominguez a interventi molto impegnativi e dimostrandosi, un’altra volta, più squadra dei colchoneros, troppo legati alle ubbie di Diego e Arda.

Nel complesso, una prova buona ma non tale da cambiare l’inerzia della stagione, ormai avviata nel tentativo di conquistare un posto di Champions basandosi più sul ritmo e sulla coesione che non sulla tecnica, aspetto nel quale i colchoneros pagano dazio rispetto ad altre realtà. Personalmente mi riterrei soddisfatto di qualunque posizione europea, se accompagnata dai pregi finora messi in evidenza dall’arrivo di Simeone, ma sono altrettanto sicuro che per il prossimo anno molto dovrà cambiare, a meno che Diego e Arda non trovino quella continuità di gioco che finora hanno dimostrato solo nella copertura e nella corsa. Sarà difficilissimo batterci, ma temo che purtroppo sarà ugualmente assai complicato battere le rivali dirette e i top team.

Note positive
Courtois: chiamato in causa, risponde alla grande salvando il risultato.
Juanfran: straordinario in avanti e in difesa. Per buona parte del primo tempo, l’Atletico è lui e ogni pallone interessante passa dai suoi piedi. Ottimo anche nel secondo tempo, quando il gioco si fa incandescente.
Miranda: sul breve fatica (ormai abbiamo capito che è un suo limite), ma mettetelo in condizione di giocare d’anticipo e di non farsi prendere in controtempo e diventa difficilissimo da superare. Buono l’appoggio che offre al gioco dei due pivotes.

Note negative
Salvio: gioca un quarto d’ora scarso e non ne imbrocca una, perdendo qualunque palla gli venga recapitata.
Tiago: gioca sottotono e mostra i suoi limiti (già più volte esposti in questo blog). Il gioco ne risente e così anche Gabi, che fa quel che può.
Diego e Arda: vanno a scatti e il gioco si ingolfa. Non è un caso che il gioco dell’Atletico cresca quando i due (soprattutto Arda, in verità) escono dal letargo
Adrian e Falcao: un attaccante non si giudica dai gol, e va bene. Si sacrificano e si dannano l’anima anche in difesa (almeno Falcao), e va bene. Ma le due occasioni fallite gridano vendetta.




Atlético de Madrid: Courtois 7,5; Juanfran 8, Miranda 7, Godín 6 (Dominguez, m. 55 6,5), Filipe Luis 6; Tiago 5,5, Gabi 6,5; Adrián 5,5, Diego 5,5 (Koke m. 81 sv), Arda Turan 6 (Salvio, m.79 4); y Falcao 6.

Valencia: Diego Alves; Miguel, Rami, Ruiz, Mathieu; Costa, Albelda; Hernandez, Piatti, Jordi Alba; Soldado

1 commento:

  1. Bravissimo Juanfran che si è saputo riciclare e rilanciare, temevo fosse il nuovo tragico Alvaro Novo.

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