lunedì 2 settembre 2013

Real Sociedad – Atletico Madrid 1-2: ¡partidazo!


Ci sono notti, nei Paesi Baschi, che danno la misura del futuro che ci aspetta, momenti nei quali le nuvole che circondano il destino si aprono per un fugace momento e ci mostrano come si svilupperà ciò che ci sta a cuore.
Anni fa, era il 1995, ricordo di aver visto, credo sull'allora Capodistria, un Athletic Bilbao – Atletico Madrid 0-2 in cui i nostri, vestiti con una seconda maglia nera (blu scuro?) attraversata da un lampo rosso, avevano giocato con una grinta e un'organizzazione sconosciute in quegli anni disgraziati. “Quest'anno vinciamo la Liga”, ricordo di aver pensato. Era, coincidenza, la terza giornata di quel campionato che passerà alla storia come “El año del Doblete”.
Ieri sera non ho pensato che vinceremo la Liga (o meglio, sì, l'ho pensato, ma chiaramente si tratta di un pio desiderio, visto l'arsenale che possono mettere in campo i due squadroni dell'altra dimensione, quella pompata da banche che vessano i poveri cristi per riavere i soldi del mutuo ma che non si fanno scrupoli a coprire debiti da centinaia di milioni su input della politica), ma che la storia di questo Atletico, se non lo smontano e se Simeone non si scoccia del modo da mentecatti di condurre il mercato, non è ancora arrivata al suo zenit.
Lo stesso pensiero l'ho avuto anche guardando le partite di Supercoppa col Barça e il derby dal vivo contro il Rayo, che pure mi ha impressionato meno di quanto faccia credere il risultato (a proposito, ho avuto modo di vedere sul campo alcuni meccanismi di gioco di questo nuovo Atletico e conto di pubblicare presto un post di tattica): credo che faremo grandi cose, anche se non posso giurare che questo coincida con la conquista di altri trofei (vale sempre il discorso dello scorso post).


Ieri abbiamo cominciato, come spesso accade, in maniera un po' timida, troppo schiacciati dall'esuberanza dei baschi che hanno rischiato di fare gol subito (traversa, invero di un pelo, di Griezmann). La fortuna, che ultimamente ci aiuta, forse perché invece di vagare senza senso per il campo ci rimbocchiamo le maniche (come sembrano lontani i tempi di Manzano, di Aguirre, di Ferrando o peggio ancora di Maturana e mille altri, eh?), ha permesso ai colchoneros di prendere le misure alla Real e a quel punto, eravamo intorno al 13' del primo tempo, la partita è cambiata definitivamente.
Quando i colchoneros, guidati da Mario e Gabi, hanno cominciato col pressing alto, a tutto campo, e con un gioco di continue ripartenze (chiamiamolo così, ché contropiede tende più a indicare la presenza di una Maginot di fronte all'area che esiste solo nella mente dei giornalisti, spagnoli in particolare), la Real si è liquefatta.
La palla giungeva spesso a Villa, che, col suo continuo muoversi tra le linee, creava costanti situazioni di pericolo e sfiorava il gol per ben tre volte. Intorno al Guaje era un continuo tourbillon di centrocampisti ed esterni che di volta in volta si inserivano, sfruttando gli spazi creati anche da Diego Costa.
Al 27' Villa segnava, dopo uno scambio con Costa sul centrosinistra e dopo aver sfruttato un errore del difensore avversario. L'Atletico era padrone del campo.
La Real Sociedad iniziava il secondo tempo con molta più grinta, sfruttando anche il calo dei colchoneros (in particolare di Mario), che rischiavano seriamente di perdere il controllo della partita. Però, proprio nel momento peggiore della gara, l'Atletico trovava il secondo gol: splendida combinazione Costa-Arda-Villa sul centrosinistra e assist per Koke che infilava il portiere avversario al 57'.
Lo 0-2 tagliava le gambe ai padroni di casa e ammutoliva l'Anoeta. Sembrava fatta, però dieci minuti dopo la difesa biancorossa si addormentava su un calcio di punizione dalla trequarti (imperdonabile Filipe Luis) e permetteva a Xabi Prieto di accorciare le distanze.
L'Anoeta iniziava a ribollire e l'Atletico giocava, questa volta sì, di rimessa. Tuttavia le azioni dei madrileni, per quanto ben costruite, si scontrava col grosso limite di tiri velleitari e senza vera cattiveria. Per fortuna la Real era più stanca dei colchoneros e gli attacchi dei biancoblù non parevano mai veramente pericolosi.
C'era però ancora il tempo per due brividi nel finale, quando Courtois compiva due interventi prodigiosi per salvare il risultato.
Finiva con la terza vittoria consecutiva dei colchoneros, la seconda in trasferta e la seconda consecutiva su un campo difficile dopo Siviglia.
Tre giornate, nove punti e la sensazione di essere un osso veramente duro per tutti. In questo momento, davvero, non potremmo chiedere di più.


Note positive
Courtois: la prima parata, su Granero perso di vista da Filipe (e dai!), è prodigiosa per tempismo e riflessi. Più difficile di quanto sembri anche la seconda. Il tutto dopo 89 minuti di immobilità.
Miranda: corre, copre, raddoppia, rilancia con senso e proprietà tecnica, si inserisce sui cross e i corner. In questo momento è veramente un big (ingiustamente ignorato dalle grandi squadre, ma meglio per noi).


Note negative
Juanfran: ancora diverse sbavature sul piano difensivo, cui si aggiunge una fase d'attacco non particolarmente arrembante. Se continua così, ben presto sarà sorpassato da Manquillo.
Filipe Luis: sono ingiusto, lo so, ma le due gravi sbavature difensive di ieri vanificano, ai miei occhi, il gran lavoro in avanti.



Real Sociedad Bravo; Cadamuro, Ansotegi (Rubén Pardo, m. 81), Iñigo Martínez, De la Bella; Markel Vergara (Elustondo, m. 57), Zurutuza; Xabi Prieto, Vela, Griezmann; Seferovic (Granero, m. 66).
No utilizados: Zubikarai; Chory Castro, Ros, y Zaldua.

Atlético de Madrid Courtois 9; Juanfran 5,5, Godín 6,5, Miranda 9, Filipe Luis 6,5; Koke 7,5, Mario Suárez 7, Gabi 8, Arda 7,5(C Rodríguez, m. 86 sv); Diego Costa 7,5 (Adrián, m. 91 sv), Villa 7,5 (Raúl García, m. 83 sv).
No utilizados: Aranzubia, Tiago, Óliver y Giménez.

Goles:
0-1, 26' Villa.
0-2, 55' Koke.
1-2, 68' Xabi Prieto.

Árbitro: Ayza Gámez. Amonestó a Arda Turan, Filipe, Luis, Mario Suárez, Gabi, Seferovic y Zurutuza.

30.000 espectadores en Anoeta.

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